Eleonora Manfredini

Eleonora Manfredini, classe 1985, nata sotto il segno del ricordo. Dai miei ormai non più vicinissimi 8 anni sogno di fare la giornalista ed è da quella tenera età che mi diletto a fare la reporter di qualsiasi cosa mi capiti sotto gli occhi o sotto i sensi. Dagli articoli ai video, dalle foto alla musica. Prima solo per hobby e ora anche per lavoro da quando, dopo la tv e le collaborazioni varie nel mondo editoriale, ho aperto una mia attività di comunicazione e giornalismo in cui uno dei core business è la produzione multimediale di immagini.

La vita è per me passione ed energia… e la mia missione è il tentativo costante di fermare un attimo e renderlo eterno. Con l’avvento delle nuove tecnologie tutto questo mi risulta più facile, sebbene ancora non riesca a immortalare a dovere l’emozione che mi travolge i sensi quando mi fermo davanti a scenari semplicemente meravigliosi. La mia macchina del tempo è una fotocamera Canon unita a quel briciolo di creatività utile a rendere una foto una scultura eterna.

 Rodi:

 La chiamano l’isola delle Farfalle e degli Dei e in un momento di grande cambiamento della mia vita ho percepito davvero la magia di un luogo in cui giacciono secoli di storia, leggende e miti.

Di tanti luoghi che ho visitato e provato ad assaporare, la Grecia mi è rimasta nel cuore. L’anima nobile e creativa dei suoi abitanti, l’ospitalità, i colori, i profumi, i sapori. Quel mare turchese che dà il senso di infinito in una terra che contiene tante radici della civiltà europea. Rodi città contiene la commistione delicata di una città a confine tra oriente e occidente, dove la povertà dei suoi abitanti si nasconde dietro alla nobiltà d’animo e alla dignità di tutti e dove le moschee e le tradizioni orientali si mischiano con i colori e le forme dell’occidente. Tutta l’isola nasconde spiagge e acropoli, gatti in ogni angolo, il rumore del mare, la quiete e la pace di un territorio pettinato da un caldo vento costante.

Nella valle delle farfalle, miliardi di ex crisalidi svolazzano ovunque per poi mimetizzarsi tutte assieme sui tronchi, in un bosco in una vallata in mezzo ai monti. 

 Berlino:

 La città più confusionaria del mondo tra quelle che ho visitato. Una grande metropoli delle dimensioni di due grandi metropoli. Chiedendo indicazioni per il muro, due berlinesi differenti, a distanza di pochi metri, mi hanno dato indicazioni opposte. Dicono che sia la città che vive di notte, ma dopo le 21 si fatica a trovare cibo o bevande. Multi etnica, non caotica ma semplicemente… piena!

Non ne ho trovato la solita anima che riesco sempre e comunque a cogliere nelle città, se non negli scatti che riporto, dove ho colto la magia di quella luce blu di cui parlano tanti pittori. Quella luce del tramonto dove cambiano i colori e dove l’illuminazione artificiale amplifica le sfumature migliori. Luna e acqua mi hanno aiutato a prendere gli scatti migliori. I Linden (tigli) ancora rigogliosi del famoso Unter den Linden mi hanno accompagnato, in un viaggio di lavoro, in lunghe passeggiate serali a visitare l’imponenza dei luoghi davvero da non perdere di Berlino. Dalla Porta di Brandeburgo al Reichstag, dal monumento all’Olocausto al duomo barocco, dalle rive del fiume, dall’antenna della TV (più alta della Tour Eiffel) ad Alexander Platz, dal muro a Checkpoint Charlie e ai mille e più scorci di colore e luce.